
Fig. 1 Schema
di principio di un sistema di comunicazione di fibre ottiche
La
luce può essere trasportata in appositi canali, o condotti
ottici, utilizzando sottili fili o fibre fatte di vetro oppure di
materiale plastico. Le distanze coperte da questi condotti non sono
molto lunghe, ma scienza e tecnologia ci hanno abituati alle rapide
evoluzioni ed è lecito attendersi che, tra qualche anno, sarà
possibile realizzare progetti che rivoluzioneranno il nostro modo
di abitare, come quello, da tempo perseguito dai lighting designers
, di portare la luce del sole e del cielo in tutti gli ambienti sotterranei,
rendendoli così molto più vivibili. Ma già ai
nostri giorni le applicazioni delle fibre ottiche sono molteplici,
in particolare nei luoghi dedicati allo spettacolo ed all'intrattenimento
pubblico. I principali vantaggi offerti da questi sistemi di illuminazione
derivano proprio dalla prerogativa del trasporto della luce. Nei condotti
ottici corrono solo le radiazioni luminose, non c'è corrente
elettrica e neppure calore. Utilizzando cavi di modeste dimensioni
è possibile portare considerevoli quantità di luce anche
all'interno di microspazi ed in luoghi che sarebbe difficoltoso, se
non impossibile, illuminare con gli apparecchi tradizionali, per esempio
in mezzo all'acqua, oppure tra materiali facilmente infiammabili o
alterabili da parte dell'energia termica. La luce prodotto dalla lampada
è incanalata in molti cavi. Il principio fisico di base è
il fenomeno della rifrazione: in pratica quando un raggio luminoso
attraversa la superficie di separazione fra due materiali con diverso
indice di rifrazione subisce una rifrazione ed una parziale riflessione;
se l’angolo di incidenza del raggio sulla superficie supera
un valore detto angolo limite il raggio viene riflesso totalmente.
È lo stesso fenomeno che potete osservare quando guardate un
laghetto di montagna, se siete distanti vedete sulla superficie la
riflessione del cielo o delle montagne circostanti, se vi avvicinate
e superate l’angolo limite riuscite a vedere il fondo. Le fibre
ottiche sono quindi costituite da un filo di vetro o plastica trasparente
circondato da un altro vetro o plastica con indice di rifrazione poco
diverso dal primo, il tutto protetto da una guaina esterna piuttosto
robusta che ha la funzione di sopportare gli stress meccanici a cui
è sottoposto il cavo durante l’uso. Un raggio luminoso
che entra nella fibra entro un certo angolo caratteristico della fibra
viene fatto rimbalzare per riflessione totale lungo tutta la lunghezza
del cavo e così facendo arriva alla estremità opposta
della fibra da dove esce. In pratica il segnale luminoso percorre
a zig zag tutta la fibra. In questo modo è possibile utilizzare
un gran numero di punti luminosi circolari, con diametri nell'ordine
dei millimetri (il più piccolo ha un diametro di un solo millimetro),
adatti per creare svariate composizioni, ad esempio cieli stellati
(con la riproduzione della volta celeste e delle sue costellazioni),
figure animate, lettere e parole, marchi e logotipi. Un altro aspetto
assai interessante è quello che in poche parole si potrebbe
definire la gestione creativa della luce: è possibile infatti
regolarla in quantità, colorarla e renderla dinamica (variazione
nel tempo dei colori) agendo alla fonte, all'interno dell'illuminatore
(il generatore di luce del sistema), col risultato che i punti luminosi
creano effetti di notevole impatto scenografico. Nei sistemi a fibre
ottiche l'illuminatore è il cuore del sistema.
Fig.
2 Fibre Ottiche monomodo e ad indice graduale
Si
presenta come una scatola chiusa su ogni lato che contiene la lampada
fornita della relativa ottica concentrante. Nell'illuminatore si innesca
il "bundle", vale a dire il collettore che raccoglie i capi
dei condotti. Ogni condotto è composto da un piccolo fascio
(inguainato in PVC o in altri materiali protettivi resistenti alla
fiamma e all'incendio) di sottili filamenti, o fibre con diametri
inferiori a un millimetro per garantire la flessibilità. Un
buon illuminatore deve convogliare nel bundle quanta più luce
prodotto dalla lampada. Le lampade impiegate sono di solito le piccole
alogene alimentate a 12V con ottica incorporata in vetro dicroico,
con potenze di 35, 50 e 75W oppure, in sistemi più potenti,
lampade a scarica (a vapori di alogenuri metallici), alimentate a
230V, con potenze da 70, 200, 250 e 450W.

a) Propagazione dei raggi luminosi per riflessione totale
b) Definizione dell'angolo critico e del cono di accettazione
Grazie
al fenomeno ottico della riflessione totale interna, la luce penetrata
nei piccoli cavi rimane al loro interno, rimbalzando ripetutamente
sulle pareti, viene trasportata pur subendo un certo assorbimento.
Con fibre di vetro in plastica di qualità si possono realizzare
condotti della lunghezza di circa 10 metri. Oltre a questa soglia
si hanno, oltre agli elevati assorbimenti, dei viraggi cromatici che
alterano la tonalità della luce in entrata. Gli effetti di
luce si ottengono inserendo dei filtri nell'illuminatore, anche filtri
di forma circolare composti da più settori che sono mantenuti
in movimento da un apposito motorino, in modo da avere in uscita un
cambio di colori continuo secondo una velocità di variazione
scelta a piacere. Inoltre, ciascun punto luminoso può essere
fornito di un terminale ottico, cioè di un dispositivo che
consente di modificare la forma, nonché il colore del fascio
luminoso erogato dal puro pacchetto di fibre troncato e lucidato.
I terminali possono contenere piccole lenti per compattare, ridurre
o ampliare il fascio, sagomarlo, proiettare immagini, oltre a portafiltri
per colorarlo, deviatori ottici per inviarlo in una direzione perpendicolare
all'asse del condotto.
Le
fibre ottiche "a tutta luce"
Tipi di fibre ottiche
Citiamo un altra tipologia di condotti ottici
a fibre che hanno la caratteristica di diffondere la luce, prodotta
sempre da un illuminatore, lungo tutto il loro sviluppo; le cosiddette
fibre "a tutta luce", o con terminologia più tecnica,
ad emissione laterale (si parla di emissione assiale, invece per le
fibre descritte prima). Si presentano come dei lunghi serpenti luminosi
fatti da gruppi di fibre, opportunamente lavorate, contenute in guaine
protettive trasparenti. Il raggio di curvatura, pertanto la piegabilità
del condotto, varia in funzione del diametro della sua sezione. Con
piccoli diametri è possibile far percorrere ai condotti dei
percorsi anche molto tortuosi. Al pari del classico tubo al neon (la
tecnologia più usata per le insegne luminose), ma in assenza
di elettricità, i cavi servono a comporre sagome di qualsiasi
tipo, sfruttando tutti i vantaggi della gestione della luce dall'illuminatore
di cui abbiamo parlato. In alcuni luoghi aperti al pubblico, per esempio
nelle discoteche, sono molto frequenti i cambiamenti sia nelle strutture
di arredo sia nell'impiantistica per rinfrescare l'immagine del locale
per un pubblico perennemente a caccia di novità. Ma anche in
questi casi non ci sono problemi. Il grado di flessibilità
dei sistemi a fibre ottiche è molto ampio. L'illuminatore,
i filtri, i fasci di fibre possono servire per infinite composizioni:
basta cambiare la disposizione dei terminali luminosi. E' possibile
usare le fibre in combinazione con gli apparecchi a luce laser: si
intrappola il sottile fascio del laser in un condotto facilmente maneggiabile
che si può portare senza pericolo ovunque, anche in mezzo all'
acqua. Insomma, le opportunità di impiego delle fibre ottiche
sono veramente tante, sia negli interni che negli esterni, e anche
la più semplice istallazione spesso fa scoprire al progettista
nuove possibilità.
Andamento dell'attenuazione delle fibre
ottiche in funzione della lunghezza d'onda