L.A.S.E.R.
Prima
fu M.A.S.E.R. (Microwave Amplification by Stimulated Emission of Radiation).
Si tratta di un dispositivo in grado di amplificare microonde attraverso
emissione stimolata di radiazione. Fu messo a punto da un gruppo di
fisici nella metà degli anni 50 presso la Columbia University.
Inevitabile
il passo nel tentare di estendere l'emissione nella gamma di frequenze
ottiche.
La prima emissione L.A.S.E.R., (Light Amplification by Stimulated
Emission of Radiation) fu ottenuta da Theodore H. Maiman nel 1960
presso Hughes Research Laboratories.
Maiman si avvalse di un cristallo di rubino eccitato da una lampada
flash a luce bianca.
Il laser generò una serie di emissioni pulsanti, sottoforma
di un intenso raggio rosso, della durata di circa un millesimo di
secondo.
Nel 1961 Ali Javan presso Bell Thelephone Laboratories, supera il
problema dell'emisione pulsata, mettendo a punto un laser ad emissione
continua.
Si tratta di di un laser che usa come mezzo attivo un gas, precisamente
una miscela di Elio e Neon.
Negli
anni successivi si affinanarono diverse altre tecniche per ottenere
emissioni stimolate di luce Laser.
• Nel 1961 si scopre come ottenere un'emissione continua
attraverso cristalli (vetri speciali)
• Nel 1962 si ottiene emissione laser attraverso cristalli di
semiconduttore di arsenurio di gallio sottoforma di diodo a giunzione
eccitato direttamente da corrente elettrica.
• Nel 1963 presso General Thelephone and Electronics si realizza
il primo laser liquido a chelati che come elemento attivo usa lo ione
europio. Nello stesso anno si scopre la tecnica del Q-Switching in
grado di incrementare le potenze di ben 100 volte rispetto quelle
sino ad allora ottenute.
• Nel 1964 si realizzano i primi laser ionici che utilizzano
come elementi attivi, gas ionizzati quali Mercurio e Argon. Nello
stesso anno si scopre la potenza straordinaria di parecchie centinaia
di watt che è in grado di generare il primo laser molecolare
ad Anidride carbonica.
• Nel 1965 si scopre il primo laser chimico avente come elementi
attivi Cloro e Idrogeno
• Nel 1970 E.T.Gerry costruisce il primo laser gas-dinamico
avente come elemento attivo una miscela di gas (trà cui anidride
carbonica) in grado di generare potenze elevatissime (fino a 60 KW)
con rendimenti prossimi all'1%.
Le applicazioni di Laser attualmente sono le più svariate.
I campi di utilizzazione vanno dalla Ricerca, alle Misurazioni e Allineamenti,
nelle Telecomunicazioni e nei Programmi spaziali, nelle applicazioni
Mediche, nei Programmi Militari e non ultima l'Industria in genere
compresa quella dell'intrattenimento.

Per
gentile concessione di Aldo Visentin
Fonte immagini Rivista Back Stage
OLOGRAFIA

L'olografia è un procedimento fotografico durante il quale
le normali lastre o pellicole vengono impressionate mediante luce
coerente, quale, ad esempio quella di un laser, per produrre immagini
tridimensionali senza l'ausilio di una strumentazione ottica particolare.
Per ottenere un ologramma, la luce coerente, che è quella in
cui tutti i punti del fronte d'onda hanno la stessa fase, viene sdoppiata
lungo il suo cammino tramite uno specchio semiargentato; uno dei due
fasci luminosi così ottenuti viene orientato, mediante uno
specchio, in modo da illuminare l'oggetto di cui si vuole ottenere
l'ologramma.
L'oggetto riflette quindi la luce che lo illumina dando origine ad
onde secondarie di luce coerente che incidono su una lastra fotografica.
L'altro fascio luminoso, detto fascio di riferimento per distinguerlo
dal precedente chiamato fascio oggetto, viene orientato per mezzo
di un altro specchio, in modo da illuminare direttamente la lastra
fotografica (vedi figura 1).

In questo modo, sulla lastra fotografica si sovrappongono i fronti
d'onda di due fasci luminosi che, essendo coerenti, danno luogo ad
una figura di interferenza le cui caratteristiche dipendono dalla
forma dell'oggetto e dalla sua posizione rispetto alla lastra e alle
altre parti della strumentazione ottica.
La figura di interferenza così ottenuta, a prima vista, non
assomiglia all'oggetto originale. Quando però, dopo che la
lastra è stata sviluppata, essa viene illuminata dal retro
con luce coerente (vedi la figura 2) uguale a quella usata in fase
di impressionamento,
l'onda riflessa dall'oggetto viene ricostruita per diffrazione l'osservatore,
attraverso la lastra, può quindi vedere un'immagine virtuale
dell'oggetto del tutto simile all'originale, percependone la tridimensionalità
e, spostando lo sguardo, la modificazione del punto di vista prospettico
con cui l'oggetto viene visto (parallasse).
L'olografia, fu inventata dallo scienziato inglese Dennis Gabor alla
fine degli anni Quaranta, ma, dal momento che la formazione di frange
di interferenza richiede l'uso di una sorgente luminosa coerente,
solo negli anni Sessanta, periodo in cui vennero costruiti i primi
laser, la ricerca in campo olografico fece prodigiosi passi avanti.
Per l'olografia, l'aspetto più importante delle onde coerenti
risiede nel fatto che due o più treni di onde di questo tipo
che si intersecano possono dar luogo a frange di interferenza. Quando
due treni d'onde di luce coerente interferiscono in una data regione
dello spazio, ci sono punti di quella regione in cui i valori del
campo elettrico si sommano (dando origine ad un valore più
grande di quello che si avrebbe considerando un solo treno d'onde)
e punti in cui i valori del campo elettrico si sottraggono.
Ciò è dovuto al fatto che, dove le due onde sono in
fase, la loro interferenza dà luogo ad un'onda di intensità
maggiore, dove invece sono in opposizione di fase, la somma delle
loro intensità è nulla. La figura 3 illustra ciò
che avviene in due dimensioni (per esempio, nel caso di due onde che
si propagano sulla superficie di uno stagno).

Il caso di due onde luminose è simile, però, come abbiamo
detto, esse sono tridimensionali e si propagano nello spazio. Esaminando
in dettaglio la luminosità della luce nella regione in cui
le due onde interferiscono, si osservano delle figure di interferenza
ben definite, costituite da aree chiare e scure.
Una caratteristica peculiare dell'interferenza di onde coerenti periodiche
sta nel fatto che l'intensità luminosa di queste figure di
interferenza spaziali rimane fissa e costante per tutto il tempo in
cui le onde si sovrappongono.
Questo fenomeno è noto con il nome di frangia di interferenza
di un'onda stazionaria. In una situazione simile, ma con luce incoerente,
non si può osservare o registrare alcuna figura di interferenza
di intensità fissa, in quanto le fasi delle onde variano molto
rapidamente.
Di conseguenza, l'esposizione di una lastra fotografica nelle regioni
di sovrapposizione di onde coerenti dà luogo ad un ologramma,
mentre con onde incoerenti il risultato è semplicemente una
lastra fotografica annebbiata.
L'olografia che, come abbiamo visto, consiste essenzialmente nella
registrazione di figure di interferenza, ha delle applicazioni molto
importanti nel campo dell'interferometria, della quale ha notevolmente
ampliato i tradizionali campi di indagine. Le tecniche di interferometria
olografica sono sostanzialmente tre:
1) l'interferometria in tempo reale
2) a intervallo di tempo
3) in media temporale
L'olografia resta, per il momento, una tecnica sperimentale il cui
progresso è prima di tutto in funzione di quello del laser
(benché sia possibile realizzare degli ologrammi a partire
da qualsiasi sorgente di onde coerenti e in fase, ad esempio degli
ultrasuoni). Ma proseguono attivamente le ricerche in vista dell'applicazione
all'informatica, alla televisione, al campo industriale, alla medicina.