Lighting
Emitting Diodes

Diodo a emissione di luce quando è attraversato
da una corrente.
I materiali con i quali viene fabbricato questo
tipo di diodo sono dei composti come l’arsenurio
di gallio, il fosforo di antimonio, alluminio, indio.
I LED vengono utilizzati come indicatori di tensione
nelle apparecchiature elettroniche, nei visualizzatori
alfanumerici, semafori, luci delle auto, schermi,
illuminazione civile.
Sono costituiti da un piccolo “wafer”
di materiale semiconduttore:
uno strato è ricco di elettroni con carica
negativa, un altro di particelle cariche positive
(chiamate buche).
Il materiale attorno la guarnizione deve essere
trasparente in modo che la luce possa uscire fuori.
Quando il sistema è collegato a un circuito
elettrico, elettroni e buche si muovono,
si incontrano e producono luce di vari colori: rosso,
giallo, blu, verde, a seconda del materiale usato.
La luce bianca per l’illuminazione è
stata realizzata combinando diversi colori
o colpendo con la luce di un LED blu uno strato
di fosforo che produce luce bianca.
I LED sono 10 volte più efficienti di una
lampada a incandescenza e 2 volte più di
una fluorescente.
Il LED a piramide invertita, è formato da
materiali semiconduttori manipolati su scala nanoscopica
ed è oggi la fonte più efficiente.
La prestazione luminosa (lumen per watt) dei LED,
è di seguito riportata nella tabella:
LED Rosso = 45 Lumen
LED Giallo = 40 Lumen
LED Verde = 36 Lumen
LED Blu = 32 Lumen
LED Bianco = 28 Lumen (lo stesso valore di una lampada
alogena)
LED a piramide invertita = 100 Lumen (lo stesso
valore della lampada al sodio a bassa pressione).
La durata nel tempo della luce LED è di 100
mila ore, che corrispondono a 10 anni di uso, a
differenza delle 1.000 ore di una lampada a incandescenza.
Il consumo di energia è ridotto, (un LED
rosso per semaforo usa 15 watt, invece dei 150 watt
di una lampada tradizionale).
Il Laboratorio di nanotecnologia dell’Istituto
nazionale di fisica della materia di Lecce,
ha scoperto un liquido in grado di emettere luce
bianca.
Si sfrutta la formazione di speciali complessi molecolari
chiamati ecciplessi,
capaci di emettere luce bianca quando tornano dallo
stato eccitato (cioè in cui un elettrone
è passato a un livello energetico superiore)
a quello fondamentale.
Con il passaggio della corrente il liquido si illumina,
10 cm. quadrati danno luce come una lampada da 40
watt consumando meno.
Il liquido può essere steso su varie superfici
permettendo di creare LED organici.
La composizione tipica di un LED è la seguente:
un substrato sul quale si trova uno strato ”di
tipo n” (ricco, cioè, di atomi che
rilasciano elettroni)
e poi uno “di tipo p“ (ricco di atomi
che catturano elettroni e lasciano a loro posto
“buche” di carica positiva).
Tra i due strati, che formano un diodio, c’è
uno “strato attivo” neutro.
Se si applica una tensione opportuna tra gli strati
n e p, elettroni e buche confluiscono nello strato
attivo e, ricombinandosi, emettono luce.